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Da Coyhaique a Cerro Castillo: il primo giorno verso sud

Circa novantasei chilometri tra la città e un paese ai piedi di una montagna a forma di fortezza. Cosa conviene sistemare prima di partire, e due tappe da non saltare: una scuola costruita dagli abitanti e una parete con mani dipinte migliaia di anni fa.

Di Equipo VivePatagoniaRedazione del portale

Chi lascia Coyhaique verso sud lungo la Carretera Austral di solito ha la stessa prima meta: Villa Cerro Castillo, a circa 96 chilometri, ai piedi della montagna che le dà il nome. È una tappa breve in chilometri e lunga in motivi per fermarsi, e un buon modo per cominciare il viaggio senza fretta.

Prima di lasciare la città

Coyhaique è il centro commerciale della regione, e quello che non si risolve lì si risolve peggio più avanti.

  • Serbatoio pieno, anche se il primo tratto è breve: verso sud, le distanze tra un distributore e l’altro si allungano.
  • Cibo e acqua per la giornata. Lungo la strada ci sono paesi, ma pochi, e i loro servizi dipendono dalla stagione.
  • Strati di abbigliamento in auto. Ad Aysén il tempo cambia in fretta, anche d’estate.
  • Lo stato della strada. La Austral alterna tratti asfaltati, sterrati e con traghetti, e le sue condizioni cambiano: conviene verificarle prima di partire.

Ci sono altre due precauzioni che chiede Sernatur e che vale la pena prendere sul serio. La Austral è una strada di ciclisti, quindi in curva bisogna andare con margine. E per via dell’hantavirus, la raccomandazione è di alloggiare in strutture regolari, non entrare in capanne disabitate e conservare il cibo ben chiuso.

Il parco

A 64 chilometri da Coyhaique, la strada entra nel Parco Nazionale Cerro Castillo. È un parco nuovo con una lunga storia: l’area fu protetta nel 1970 come riserva forestale e divenne parco nazionale con un decreto del 2017, pubblicato nel 2018, che gli riconosce 143.502 ettari. Già che c’era, quel decreto corresse un vecchio errore: la pianta del 1970 aveva calcolato male la superficie.

Tra i motivi per proteggerlo, lo stesso decreto sottolinea che lì vive una delle popolazioni più importanti di huemul, il cervo dello stemma nazionale. Vederlo è un’altra storia: l’huemul è schivo, e l’unica promessa onesta è quella che chiede la CONAF, cioè guidare piano all’interno del parco perché i cervi attraversano la strada.

Una scuola e una parete con le mani

A tre chilometri dalla villa, sulla riva sud del fiume Ibáñez, c’è la Escuela Antigua de Cerro Castillo. La costruirono gli stessi abitanti nel 1955, prima che esistesse la villa, ed è Monumento Storico dal 2008. È stata restaurata e oggi funziona come museo.

A circa duecento metri dalla scuola c’è il Paredón de las Manos: una parete di roccia di circa 35 metri con mani dipinte migliaia di anni fa. Secondo l’archeologo Francisco Mena, sono anteriori ai tehuelche, e cosa significassero resta ancora un mistero. Quel non sapere fa parte della visita.

Sono fragili, e la legge le protegge: in Cile ogni sito archeologico è monumento nazionale per il solo fatto di esistere. Si guardano senza toccarle, senza bagnare la roccia per far risaltare i colori e senza flash.

All’arrivo

Da Villa Cerro Castillo partono alcuni dei sentieri più conosciuti del parco. Prima di pianificare la camminata conviene verificare nella scheda del parco sul sito della CONAF se il sentiero richiede una guida certificata: è una regola che il parco ha applicato e che viene rivista.

Un ultimo avviso, per la ricerca sul telefono: a Magallanes c’è un’altra località chiamata Cerro Castillo, vicino a Torres del Paine. Quando cerchi la villa, conviene scrivere anche «Aysén».

Rivisto il

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