VivePatagonia
3 minCoyhaique

La Carretera Austral non è una strada

Si chiama Ruta 7 ed è lunga 1.240 chilometri, ma metà è sterrata e non collega niente in modo continuo. Capirlo prima di noleggiare l’auto evita il novanta per cento degli spaventi.

Di Equipo VivePatagoniaRedazione del portale

La Carretera Austral è stata costruita a partire dal 1976 per collegare via terra una regione che fino ad allora si raggiungeva solo via mare o dall’Argentina. Cinquant’anni dopo resta, più che una strada, una successione di tratti stradali e traghetti a cui qualcuno ha deciso di dare lo stesso numero.

Non è un difetto. È ciò che la rende quello che è. Ma conviene saperlo prima di pianificare i giorni di viaggio con un righello su una mappa.

Non è continua

Sul percorso completo ci sono tre traghetti obbligatori, e tutti hanno orari, posti limitati e stagione. Il più conosciuto è quello di Caleta Gonzalo, a nord; all’estremo sud c’è quello da Puerto Yungay a Río Bravo, un traghetto gratuito del Ministerio de Obras Públicas con poche partenze al giorno.

Perdere un traghetto non significa aspettare mezz’ora: può significare aspettare fino al giorno dopo. Un viaggio sulla Austral si pianifica intorno a quegli orari, non il contrario.

Metà è sterrata

I tratti asfaltati sono via via aumentati, e da Coyhaique verso nord e nel primo tratto verso sud la strada è in buono stato. Ma buona parte del percorso è sterrato sciolto, con ondulazioni, sassi che schizzano e polvere quando è secco.

Questo ha tre conseguenze pratiche:

  • La velocità media è di 50-60 km/h, non di 90. Un tratto di 200 km sono quattro ore, non due.
  • La foratura è il guasto tipico. Controlla la ruota di scorta, il cric e la chiave prima di partire, e verifica che ci siano davvero e non solo in teoria.
  • Il parabrezza si crepa. È così comune che le agenzie di noleggio lo fanno pagare a parte. Rallentare quando si incrocia un altro veicolo riduce molto il rischio.

La benzina si fa quando c’è, non quando manca

Ci sono tratti di oltre 200 km senza distributore, e in alta stagione alcuni restano senza carburante per giorni. La regola di chi ci vive è semplice: se passi da un distributore e hai meno di mezzo serbatoio, fai il pieno.

Una tanica di riserva non è un’esagerazione. È quello che fanno tutti.

Il telefono non serve quasi a niente

Tra un paese e l’altro ci sono ore senza segnale di nessun operatore. Le mappe vanno scaricate per l’uso offline, e conviene avere sullo schermo l’email con la prenotazione dell’alloggio prima di partire.

Significa anche che, se succede qualcosa, l’aiuto è lontano. Avvisare qualcuno di dove stai andando e a che ora conti di arrivare è un’abitudine che lì non ha niente di paranoico.

Eppure

Con tutto questo, la Austral resta una delle strade più straordinarie che esistano. Si attraversano foresta valdiviana, ghiacciai pensili, fiumi di un turchese che sembra ritoccato e paesi di cinquanta abitanti dove qualcuno ti offrirà un caffè.

La differenza tra il viaggio che va bene e quello che va male non è quasi mai la fortuna. È aver capito, prima di partire, che il numero di chilometri non dice quanto tempo ci vuole.

Rivisto il

Vedi la scheda completa di Coyhaique

Continua a leggere