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3 minCoyhaique

Il bosco piantato per tenere ferma una montagna

La Riserva Nazionale Coyhaique si trova a cinque chilometri dalla piazza ed esiste per un motivo che quasi nessuno racconta: gli incendi della colonizzazione avevano lasciato i pendii in balia dell’erosione. Quattro lagune, sentieri che portano il nome di un mestiere e tutta la città in vista.

Di Equipo VivePatagoniaRedazione del portale

Sopra Coyhaique, a pochi chilometri dal centro, c’è una montagna coperta di bosco. Sembra la cosa più naturale del mondo, e non lo è del tutto: buona parte di quel bosco è stata piantata perché la montagna smettesse di sgretolarsi.

Perché esiste

Durante la colonizzazione di Aysén, nella prima metà del Novecento, incendi giganteschi —alcuni durarono anni— distrussero il bosco nativo in tutta la regione. Dove il fuoco si portò via la copertura vegetale, la pioggia e il vento cominciarono a portarsi via il suolo. Solo nel bacino del fiume Aysén, uno studio ha calcolato che tra il 1900 e il 1998 si è perso circa un quarto del bosco nativo, sostituito soprattutto da praterie.

La riserva fu creata nel 1948 proprio per proteggere i pendii esposti a quell’erosione. Per anni fu anche un luogo di sperimentazione forestale: si piantarono soprattutto specie introdotte —douglasia, pino contorta, pino silvestre e pino ponderosa— per trattenere la terra. Con il suolo recuperato, oggi il bosco nativo sta tornando a poco a poco.

È questo lo sguardo con cui conviene percorrerla: non è un bosco intatto, è un bosco in ripresa, e lo si nota dai cambi di specie lungo il sentiero.

Cosa si vede

La riserva ha circa 2.150 ettari, è gestita dalla CONAF e il suo punto più alto è il cerro El Cinchao, di 1.361 metri. L’ingresso si trova a circa cinque chilometri dalla Plaza de Armas lungo la strada per Puerto Aysén, con l’ultimo tratto sterrato.

  • Quattro lagune: Verde, Venus, Los Sapos e Los Mallines, che è la più estesa.
  • Il bosco nativo: soprattutto lenga, con coigüe nel settore sud-occidentale e ñirre nelle zone più alte. Nel sottobosco crescono notro, chilco, calafate e michay.
  • La città in vista: dai belvedere si vede tutta Coyhaique, con il cerro Mackay di fronte. A uno di questi si arriva da un sentiero accessibile di 250 metri.

Sentieri con il nome di un mestiere

I sentieri si chiamano Los Leñeros, Los Carreros, Los Troperos, Los Carboneros e Los Tejueleros, e quei nomi non sono un ornamento: sono i mestieri con cui è stata costruita Aysén. Il boscaiolo e il carbonaio ricavavano dal bosco il calore delle case; il carrettiere e il mandriano spostavano i carichi e gli animali; il tejuelero spaccava il legno nelle scandole che coprivano tetti e pareti.

Percorrerli significa ripercorrere, in poche ore, i lavori che hanno cambiato il paesaggio che si vede dall’alto.

Uccelli, senza promesse

Nella riserva sono stati avvistati condor, aquile, gheppi, martin pescatori, tordi, itteri, parrocchetti australi e picchi di Magellano, e anche il chucao, molto più facile da sentire che da vedere. Avvistato non vuol dire garantito: si vedono quelli che si lasciano vedere, e ciò che aiuta di più è camminare presto e in silenzio.

Ci sono anche specie che non dovrebbero esserci: la lepre e il visone sono invasivi, e la CONAF segnala la presenza di cinghiali su alcuni sentieri. Vale la pena leggere gli avvisi all’ingresso.

Le regole, e perché

  • Niente fuoco, in nessuna forma: né falò, né griglia, né fornelletto, né sigaretta. In una riserva che esiste a causa degli incendi, la regola si spiega da sola.
  • Niente animali domestici.
  • Sempre sul sentiero. Una scorciatoia apre una traccia che la pioggia trasforma in un fosso, proprio sui pendii che è costato tanto trattenere.
  • I rifiuti tornano con te.
  • L’acqua della riserva non è potabile: bisogna portare la propria.
  • Droni, solo con autorizzazione.

Prima di andare

Gli orari, le chiusure stagionali di alcuni sentieri e le prenotazioni del campeggio cambiano, e la CONAF li pubblica nella scheda della riserva. Conviene consultarla il giorno prima e, come in tutta Aysén, partire con più strati: sulla montagna la temperatura scende in fretta e il vento arriva senza preavviso.

Rivisto il

Vedi la scheda completa di Coyhaique

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